Outplacement: cos’è e a cosa serve

Outplacement significa letteralmente ricollocamento e identifica una particolare attività di consulenza mirata appartenente al settore delle risorse umane.
Ma che cos’è e a cosa serve l’outplacement?

Che cos’è l’outplacement?

Le società di Outplacement si occupano principalmente di accompagnare le risorse umane nel loro percorso professionale, dalla ricerca del lavoro fino ad un nuovo reinserimento lavorativo in delicate fasi della vita lavorativa di un individuo.

Ad esempio nel momento in cui il lavoratore si trova in condizioni di esubero nell’impresa per la quale lavora, in fasi di ristrutturazione aziendale oppure in casi più gravi di licenziamenti collettivi.

Più in generale l’ outplacement si innesca in tutti quei casi in cui un lavoratore sta per perdere (o ha già perso) il proprio posto di lavoro a seguito di cause che non dipendano dalle proprie capacità o dalla sua volontà.

Si tratta di un’attività che negli USA è già attiva dall’ inizio degli anni ‘60 mentre solo a metà degli anni ‘80 fa la sua comparsa in Italia. Sebbene il suo sviluppo sia decisamente più recente.

Il riferimento normativo dell’outplacement è da individuarsi nel D.L. 276 del 2003 e si tratta di un servizio regolato dal Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali.

L’attività di outplacement presuppone necessariamente la presenza di tre soggetti fondamentali:

1.           l’azienda, che conferisce all’ente l’incarico di affiancare il dipendente che sta per licenziare (o porre in cassa integrazione o mobilità)

2.           la società o l’ente che eroga il servizio di outplacement e si impegna a seguire il candidato fino all’avvenuto reinserimento nel mercato del lavoro

3.           il candidato, ovvero il lavoratore, che si impegna a seguire il programma di ricollocamento stabilito dalla società fornitrice del servizio.

Le aziende di outplacement sono solitamente delle società di servizi specializzate nella fornitura di questo supporto.

Possono essere multinazionali oppure anche società che operano a livello locale.

Solitamente all’ interno delle più famose APL nazionali e internazionali vi sono proprio settori o branche specializzate che si occupano esclusivamente di fornire questo tipo di servizio.

È opportuno evidenziare che l’ outplacement è una attività che viene erogata solo ed esclusivamente alle aziende e in particolari alle risorse coinvolte all’ interno di queste.

Dunque non è da confondere con la consulenza di carriera o il career coaching che invece sono percorsi individuali  esclusivamente a carico della singola persona e che per l’ appunto vengono erogati privatamente.

L’Outplacement può essere previsto dal contratto di lavoro stesso, da un accordo sindacale di gruppo o da un semplice accordo delle parti in fase di risoluzione di contratto di lavoro.

Come funziona l’outplacement?

Vi è un primo incontro preliminare con il candidato, durante il quale vengono spiegate le opportunità e le potenzialità del servizio di outplacement e le modalità in cui si svolgerà.

La seconda fase ha natura psicologica, viene infatti seguita da un professionista in grado di infondere sicurezza e positività ai lavoratori.

In questo stadio, vengono forniti ai candidati strumenti principalmente per analizzare sé stessi e la propria personalità, individuare i propri punti di forza e di debolezza, fino a percepire in maniera autonoma le proprie potenzialità e aspettative.

Come terzo e ultimo passaggio si elaborerà una strategia da attuare con il lavoratore in base alle proprie aspirazioni e ambizioni future.

Quali sono i vantaggi dell’ outplacement?

Sicuramente per il lavoratore è un’ottima opportunità per capire quali sono le sue aspettative e quali le reali opportunità professionali esistenti.

Anche perché il lavoratore potrebbe tornare a trovarsi spesso in questa situazione e quindi è meglio che sfrutti a suo vantaggio tutto ciò che può materialmente ricavare da questo percorso specializzato.

Le aziende invece possono godere di vantaggi di natura economica, reputazionale e soprattutto così facendo possono abbassare maggiormente i toni di eventuali controversie o ripercussioni future da parte dei lavoratori.

Naturalmente tutto questo ha soprattutto ripercussioni di natura etica e sociale.

Se il servizio viene erogato coerentemente con l’obiettivo, permetterà non solo al lavoratore di trarre un vantaggio, mai benefici ricadranno anche sulla sua famiglia, per tutte le persone che gli sono accanto.

I benefici ci saranno soprattutto poi per l’intera collettività che potrebbe evitare di accollarsi il peso di una situazione che in caso contrario rischierebbe di aggravarsi comportando un significativo ostacolo per la comunità.

Quali sono gli svantaggi dell’ outplacement?

Proverò a essere chiaro e diretto come sempre senza sollevare polemiche.

Il più grosso svantaggio dell’ outplacement è che si tratta di un servizio indivudale/collettivo che viene pagato dall’ azienda per i lavoratori coinvolti.

Questo significa che non si ha la possibilità di personalizzarlo in base alle proprie aspirazioni o esigenze.

Dunque in pratica si è costretti a subire dei percorsi e dei protocolli molto spesso standardizzati per tutti che magari rischiano di non soddisfare le esigenze individuali della persona e non portano al risultato sperato.

In questi casi se si hanno le possibilità economiche è meglio chiedere supporto ad un vero e proprio career coach.

Un altro ostacolo è nella persona stessa che deve erogare questo servizio.

Come in tutte le professioni, non tutte le persone sono portate per svolgere questo determinato lavoro.

Il ricollocamento lavorativo è una sorta di vocazione e in alcuni casi si rischia di trovarsi di fronte ad una persona che fa fatica ad entrare in empatia con la risorsa da ricollocare.

Non è per niente da sottovalutare questo aspetto.

Le testimonianze delle persone che seguono il mio blog hanno per prima cosa subito posto in evidenza questo punto critico durante l’erogazione dell’ outplacement.

Ma questo purtroppo è un fattore comune di numerosi settori.

Infine l’outplacement non è un servizio gratuito.

È un servizio a pagamento a carico dell’ azienda che lo commissiona alla società specializzata.

Questo significa che più è lungo il periodo di collocamento garantito e maggiore sarà il prezzo da dover corrispondere.

Non è di certo una prassi consolidata, ma solitamente un percorso di outplacement può coinvolgere un numero molto elevato di persone.

Perciò è un legittimo interesse dell’ azienda contenere il più possibile  i costi di questa operazione.

È pacifico che più i costi saranno contenuti infatti e più scarsi saranno i risultati dell’ outplacement e così i suoi obiettivi da raggiungere.

Magari anche tu che stai leggendo hai avuto già a che fare con un percorso del genere senza nemmeno saperlo…

Spero di aver fatto finalmente un po’ di chiarezza nella tua mente così come ritengo sia fondamentale continuare con questa opera di evangelizzazione del mercato del lavoro.

Ancora pieno zeppo di dogmi da svelare, peggio delle sacre scritture cristiane.

Ti lascio con il trailer della piacevole commedia americana “TRA LE NUVOLE” interpretata da George Clooney nel 2009 che ci fornisce una testimonianza di come funziona il mercato del lavoro degli USA e offre spunti e paragoni con il nostro mercato e su quello di cui abbiamo parlato finora.

che cos’è l’ OUTPLACEMENT

Invece in questo articolo troverai la nota di approfondimento sulla vita dei cosìddetti “head-chopper” di cui Clooney è protagonista nel film che ti ho menzionato sopra.

Rimaniamo in contatto e FACCIAMOGLI VEDERE CHI SEI

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Gabriele Sciulli

Gabriele Sciulli

Sono GABRIELE SCIULLI, lavoro da anni nel settore delle risorse umane e sempre da anni mi occupo di aiutare le persone ad emergere e autopromuoversi nel mercato del lavoro grazie al personal branding.
Se sei arrivato fin qui è perché anche tu come me sei stufo della confusione che regna sovrana oggi nel mercato del lavoro…

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