Sono troppo vecchio per il mercato del lavoro

La tipica obiezione molto comune a tante persone che stanno cercando lavoro, vogliono cambiare lavoro o comunque dare una spinta alla propria professione è: sono troppo vecchio per il mercato del lavoro.

È una obiezione positiva perché significa che alla base c’è una forte motivazione a voler cambiare e fare il possibile per migliorare la propria posizione o la propria carriera.

È altrettanto vero che bisogna fare subito chiarezza su una affermazione del genere che spesso e volentieri sentiamo ripetere in giro sia da dipendenti che liberi professionisti e molto spesso siamo noi i primi a raccontarcelo.

Sono troppo vecchio per il mercato del lavoro
Sono troppo vecchio per il mercato del lavoro

Ma davvero sono troppo vecchio per il mercato del lavoro?

Innanzitutto viviamo in un Paese (l’Italia) dove ogni giorno non si fa altro che ripetere che “l’Italia è un paese di vecchi”, dove vivono, prosperano e guadagnano solo vecchi sulle spalle dei giovani e dove i giovani per l’appunto fanno fatica a trovare lavoro oppure semplicemente immettersi nel mercato del lavoro.

Dall’altra parte poi allo stesso identico modo ci ripetiamo che i “vecchi” fanno sempre molta più fatica a trovare lavoro e rimettersi in gioco ad una certa età e che rispetto a questi ultimi sono preferiti i più giovani anche senza esperienza.

A questo punto è ragionevole pensare che come ogni cosa la verità sta nel mezzo.

Dunque rischiamo di fare un attimo confusione e per questo motivo bisogna differenziare subito l’età anagrafica dall’età lavorativa.

Ad esempio se hai 40 anni compiuti è normale che sarai più adulto rispetto ad uno che ne ha 30 oppure 20. Sarai altrettanto più giovane però rispetto ad uno che invece ne ha 50, 55 e così via.

Anche se hai appena compiuto 30 anni sarai comunque più grande rispetto ad uno che ne ha compiuti 20 e così via.

Ogni giorno tutti combattiamo la nostra lotta contro il tempo, ma alla fine purtroppo finisce sempre per vincerla lui. Non possiamo farci niente!

Sono troppo vecchio per il mercato del lavoro

Cosa ben diversa invece è l’età lavorativa       

Per prima cosa devi sapere che si è diffusa una cattiva prassi tra molte aziende e soprattutto tra le APL e molte società di recruiting attraverso la quale si tendono a discriminare lavoratori in base alla loro età anagrafica e basta.

Senza nemmeno approfondire il loro curriculum e le loro esperienze.

In parole povere diciamo che a parità di punteggio si tende a preferire una persona più giovane.

Questo banalmente avviene perché si ritiene che una persona giovane possa apprendere più in fretta, possa essere più smart e possa rendere di più rispetto ad una persona semplicemente più adulta.

Il rovescio della medaglia invece a volte è ben diverso e la verità che c’è dietro è che semplicemente si crede che una persona più giovane possa accontentarsi più facilmente di una persona più adulta e matura che magari ha esigenze personali e professionali maggiori.

Insomma in ogni caso una brutta prassi da ambedue le parti!

Anche perché poi bisogna vedere se veramente tutti i giovani sono davvero così smart come si pensa…

Ok ma cosa devo fare se sono troppo vecchio per il mercato del lavoro?

Beh lasciami dire che l’età lavorativa oggigiorno si è così allungata che sentirsi già così vecchi a soli 30 anni/40 anni/45 anni per il mercato del lavoro è di per sé una esagerazione che a volte diventa quasi una esasperazione.

Bene sarò molto franco e diretto…

Se a questo punto hai l’età che hai e sei arrivato fino a questa età, non è che ti sei grattato le palle fino qui. Non credi?

E se ti volti indietro troverai una lunga strada percorsa e una lungo cammino svolto fino ad oggi.

Dunque ci sono tante cose che dovrai assolutamente rivedere all’interno di questo percorso che possono aiutarti a fare veramente la differenza.

Almeno una volta nella vita bisogna effettuare infatti un bilancio delle competenze di tutto ciò che si è fatto nella propria vita lavorativa così da poter rendersi conto di ciò che si può fare e tirare fuori i propri punti di forza.

In questo modo potrai non solo scovare i tuoi punti di forza, ma anche lavorare ed investire su di essi.

Voltandoti indietro infatti ne ritroverai tantissimi lungo la tua strada di punti di forza.

Conclusioni

Diciamocelo francamente, 20 anni ce li abbiamo avuti tutti!

E a 20 anni si hanno speranze, sogni, ambizioni, tanta buona volontà e voglia di mettersi in gioco.

Tutte cose molto belle, ma poco utili soprattutto per affrontare una vita intera e soprattutto poco utili per affrontare allo stesso modo un mercato del lavoro così fitto, competitivo ed in continua trasformazione.

Ripeto. 20 anni ce li abbiamo avuti tutti e a 20 anni sappiamo tutti come funziona la storia…

Dunque raggruppa tutto ciò che hai fatto finora, sviluppa i tuoi punti di forza ,perché come tutti ne hai da vendere e ti accorgerai che tutto questo riuscirà a darti un vantaggio enorme rispetto ai tuoi concorrenti.

E non solo rispetto a quelli che hanno 20 anni.

Per fare tutto questo puoi aiutarti con il personal business model canvas dove te ne parlo sempre qui all’interno del mio blog.

Se vuoi scaricare risorse utili per sviluppare il tuo brand personale per la vita e il lavoro, vai alla sezione risorse del mio blog.

Se invece vuoi approfondire, vai sul blog di Colloquio Diretto creato da David Buonaventura e confrontati sull’argomento.

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Gabriele Sciulli

Gabriele Sciulli

Sono GABRIELE SCIULLI, lavoro da anni nel settore delle risorse umane e sono un PERSONAL BRANDING COACH.
La mia missione è aiutare manager, professionisti e aziende a fare emergere il proprio valore e autopromuoversi attraverso il personal branding per attrarre nuove opportunità.

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